Mario Michele Pascale - L'aria di Civitavecchia

Mario Michele Pascale ha partecipato, con l’attacco d’arte dal titolo “L’aria di Civitavecchia”, alla collettiva Trash “Global” metropolis, ospitata dalla galleria Gard di Roma. L’autore è stato invitato dal direttore artistico della galleria, Sonia Mazzoli.
L’opera “L’aria di Civitavecchia” è una installazione di materiali vari ispirata alla situazione ambientale della cittadina tirrenica, stretta tra le due centrali elettriche (una delle quali a carbone), l’inquinamento causato dal porto e l’ipotesi, non tanto remota, sia di bruciare in una delle due centrali l’immondizia di Roma, sia di seppellirla in località Farnesiana, al confine tra Civitavecchia ed Allumiere. In questo contesto, utilizzando come materiale primario immondizia vera e giocando sulla multisensensorialità olfattivo-visiva, l’arte si fa denuncia, mettendo lo spettatore, senza veli, senza filtri, davanti ad una riduzione in scala di una nuda e cruda verità; la violenza che i poteri economici e la “necessità” della produzione ogni giorno perpetrano contro i territori, la salute e la qualità della nostra vita.
Civitavecchia, la sua “aria”, diventano simbolo del degrado universale. Ogni metropoli cerca di risolvere il problema rifiuti a suo modo, ma i prodotti di scarto non possono essere tutti riciclati e finiscono “sotto il tappeto”, nelle periferie, nelle provincie, dove danno meno nell’occhio.Tutto questo con la complicità, esplicita ed implicita, di coloro i quali, nei territori, traggono un vantaggio dall’essere pattumiera della metropoli, ricevendo in cambio della devastazione ambientale un misero tozzo di pane, vivendo la propria vita al centro geometrico delle discariche metropolitane, facendo finta di nulla.
Si tende a precisare che l’opera “L’aria di Civitavecchia”, pur essendo ispirata alla città ed essere stata concettualmente elaborata nella cittadina laziale, a differenza della quasi totalità della cultura e dell’associazionismo locale, NON GODE di contributi da parte di Enel s.p.a.

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