Mercoledì 1 giugno si inaugura, a Venezia, negli ambienti del Museo Archeologico Nazionale, la personale dello scultore Bizhan Bassiri.

La mostra, a cura di Bruno Corà, in collaborazione con il Museo Archeologico, presenta il complesso di opere che costituisce il ciclo plastico del Maestro italo-persiano Bizhan Bassiri, La caduta delle meteoriti, il cui progetto, avviato in Belgio nel 2009, dopo alcune prestigiose sedi espositive di Firenze e di Roma, approda al Museo Archeologico Nazionale di Venezia.

Il maestro Bizhan Bassiri

Con il titolo La caduta delle meteoriti Bizhan Bassiri ha definito un nutrito corpus di opere che giungono a rendere emblematica, dopo circa trent’anni di lavoro, la propria concezione plastica, orientata sin dagli esordi avvenuti a Roma, a partire dall’inizio degli anni Ottanta, dal Pensiero magmatico (1984) e dal Manifesto teorico del Pensiero Magmatico (1986). L’avvio del lavoro plastico di Bassiri trae origine da un’autentica illuminazione suscitata nell’artista dall’identificazione tra il processo intuitivo per l’elaborazione trasformativa della materia e la costante incipienza dell’attività vulcanica presente nel pianeta. Sul Vesuvio nel 1979 riceve una forte impressione alla vista del cratere. Da quell’istante, nella mente dell’artista, il binomio eruzione-intuizione si fondeva in un unico concetto che è diventato il principio generativo di tutto il suo lavoro.

 

Il ciclo di opere de La Caduta delle meteoriti presentato a Venezia viene preceduto, nel corso degli anni, da importanti episodi plastici che lo vedono protagonista di un’originale concezione secondo cui l’arte, come il sole, è vulcanicamente inarrestabile e «l’esistenza dell’opera d’arte nel mondo è meteorite proveniente dal cosmo, non appartiene alla terra ma le appare» (Bassiri).

Da tali concezioni discendono alcuni principi regolatori della sua azione plastica, che sono alla base di significativi nuclei di opere. Tra essi si ricordano: Il pesce, 1978; Paesaggi del pensiero magmatico, 1978; La foresta, 1980; 60 leggii, 1983; Pensiero magmatico, scrittura animale, 1985; Il guardiano, 1986; Il sole, 1987; La porta dell’inferno, 1988; La spada, 1988; L’asta, 1988; ; Eclisse, 1988; I dadi della sorte, 1990; La battaglia dei Centauri, 1993; Erme, 1996; La Bestia, 1997; Il bisonte, 1998 (video); Il sarcofago, 2003 (video); Evaporazioni, 1998; Paesaggi della mente, 1998; Specchi solari, 2003; Volti, 2003; Serpe mercuriale, 2007; Riserva aurea, 2007.

Bizhan Bassiri - La bestia

Accanto a questi, tra gli anni Novanta e l’attualità sono numerose le incursioni di Bassiri nella scena musicale e teatrale invitando compositori come Hans Werner Henze, Giorgio Battistelli, Marcello Panni, Stefano Taglietti, Alessandro Cipriani e Carlo Crivelli.

Il ciclo di opere che verranno esposte a Venezia, La caduta delle meteoriti, ha origine da alcune creazioni effettuate a cielo aperto intorno al proprio studio in Toscana, nelle ‘terre senesi’, ove a brulle colline lunari si alternano verdi valli rigogliose. L’imponente gruppo di opere in bronzo che ha costituito la base di mostre effettuate nella cattedrale di San Bavo e presso lo Stedelijk Museum voor Actuele Kunst di Gent (Belgio), nella Galleria dell’Accademia di Firenze, presso la Fondazione Palazzo Strozzi e presso l’Osservatorio astrofisico di Arcetri di Firenze, nell’Acquario di Roma e in Piazza San Lorenzo in Lucina sempre a Roma e in altri luoghi, trova ora sede tra i marmi greci e romani, tra i rilievi e le iscrizioni, tra i busti e i ritratti antichi, nonché tra le antichità egizie e del vicino Oriente del Museo Nazionale Archeologico di Venezia.

Con uno specifico progetto critico che radicalizza la presenza dell’opera di Bassiri, quasi esclusivamente costituita da elaborati in acciaio e bronzo con patine nere, di fronte a importanti esempi di scultura antica in marmo bianco, la mostra offre un esempio di relazione dialettica tra la scultura antica e quella contemporanea, capace di suscitare stimolanti opportunità di riflessione sull’arte plastica e i suoi sviluppi nel tempo.

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