“Il più bel posto dell’Universo”: così d’Annunzio amava definire il parco della Versiliana, dove trascorse lunghi periodi, componendo alcune delle più belle pagine della nostra letteratura come la tragedia “Francesca da Rimini” e la poesia “La pioggia nel pineto”.
Il poeta venne ispirato dalla splendida vista delle Apuane e dai profumi e dai colori del Tirreno e della pineta, che lo riportavano a sensazioni intense e uniche. Ma la fonte d’ispirazione maggiore fu l’architettura della villa Versiliana, da cui il parco prende il nome.
All’interno della villa vi è l’edificio che ospitava la “fabbrica dei pinoli” che, raccolti nei dintorni, rappresentavano una vera e propria ricchezza del territorio. Pian piano, sotto i colpi della concorrenza di altri paesi, la produzione dei pinoli decade e, con essa, la fabbrica.
Nel 1984 però il fabbricato viene restaurato e diventa un centro espositivo.
L’arte prende la sua rivincita sul mercato creando, in una fabbrica abbandonata ed esposta al degrado, uno dei punti di maggiore interesse per l’arte in Europa.

Villa Versiliana - Marina di Pietrasanta

La “fabbrica dei pinoli” si apre ai giovani. Un manipoli di studenti della vicina accademia delle belle arti di Carrara, selezionati d dalla cattedra di pittura di Omar Galliani e Fabio Sciortino e quella di scultura di Aron Demetz e Piero Marchetti, prenderanno idealmente possesso della struttura, per dare vita ad una collettiva di giovani talenti.

Gli studenti selezionati sono David Bertolaso, Luca Coltelli, Lucrezia De Bonis, Sara Dinelli, Gabriella Donatelli, Xavier Escala, Kunie Fujiyoshi, Alessia Iannetti, Laura Lencioni, Claudia Leporatti, Chiara Lera, Arnaldo Mangini, Eleonora Menconi, Carlo Milazzo, Manuela Musca, Akiko Saheki, Antonio Sidibè, Daniela Spaletra, Kimiko Takagi, Matteo Tenardi, Giorgio Tomasi.
Tra questi, quattro sono stati invitati per la sezione Accademie alla 54 Biennale di Venezia (Caterina Sbrana, Dellaclà, Antonio Sidibè, Manuela Musca).
Concentrate in un periodo dei due settimane, si potranno osservare dunque le opere dei giovani pittori e scultori emergenti Non si tratterà di un’esposizione a soggetto o con una tematica predefinita bensì semplicemente di una sorta di ricognizione sulla produzione interna dei corsi, al di fuori da logiche di critica o di mercato.

 

Il nostro augurio è che i nomi di questi giovani non si perdano nel vento. La nostra speranza è che diventino, a tutti gli effetti, artisti di cui sentiremo a lungo parlare.

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