Mercoledì 8 giugno, alle ore 18 a Labuan, Via Tiburtina 295, Roma, si inaugura la mostra “Mediterranea Passione” di Tony Patrioli. Il fotografo, al secolo Antonio Pietta, attivista gay dichiaratosi fin dagli anni settanta, si è indirizzato da subito ed esplicitamente al mondo omosessuale, con particolare attenzione all’omoerotismo.
Animatore dello storico mensile “Homo” iniziò a pubblicare le sue prime fotografie, continuando poi a produrre per l’editoria specializzata italiana e straniera (particolarmente pregiate le collaborazioni con la americana Alyson press e la Editions du Triangle rose di Parigi).

Tony Patrioli – Senza titolo

“La foto erotica era l’unica foto di nudo che avesse un mercato, a quell’epoca. Non esistevano quasi libri di nudo e non esisteva un mercato per quel tipo di prodotto”, ricorda Patrioli. Ciononostante, accanto alle foto erotiche Patrioli coltivava il nudo d’arte, ispirandosi inizialmente in modo esplicito alla fotografia di Von Gloeden. “Un po’ perché Gloeden era l’unico fotografo di nudo maschile che non fosse proibito in Italia all’epoca, un po’ perché la sua fantasia in parte coincideva con la mia. Le foto americane di culturisti mi parevano troppo lontane dal mondo e dai ragazzi che vedevo attorno a me”, spiega sempre Patrioli.

Patrioli ritrasse e documentò così l’ultima stagione di una cultura mediterranea, che è oggi scomparsa in Italia per l’avvento della cosidetta “rivoluzione sessuale”. Una cultura fatta di giovani spesso eterosessuali che coltivavano l’omoerotismo non avendo accesso a rapporti con il sesso opposto. La rivoluzione sessuale ed il conseguente fiorire del mercato dell’erotismo e della pornografia e l’imporsi dell’ideale di bellezza americano, fanno scomparire dal mercato l’opera di Patrioli, che ha la possibilità di affinare la propria ricerca estetica concentrandosi sulla foto d’arte.

Tony Patrioli - Senza titolo

Le opere di Patrioli saranno introdotte da: Giovan Battista Brambilla, fotografo e storico della fotografia, Giovanni Dall’Orto, storico del movimento lgbt, Andrea Pini, storico e autore del saggio Quando eravamo froci (ed. Il Saggiatore) e l’artista queer Filippo Riniolo.

La mostra, ad entrata libera, resterà aperta dall’8 al 19 giugno dalle ore 16 alle ore 20.

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