La forma dell’ossessione è un’accattivante sfera, rossa, a pois bianchi, che incombe sulle nostre teste. Così ha inizio la personale dedicata a Yayoi Kusama, al primo Piano, edificio Sabatini, del Museo d’arte contemporanea Reina Sofia di Madrid fino a Settembre.

Yayoi Kusama -"The Gleaming lights of the souls" (particolare)

I pois, dicono, aperta opposizione al minimalismo imperante negli anni in cui la Kusama emerge come artista. Erano gli anni ’50, e le donne non potevano permettersi di scagliarsi contro. L’artista giapponese lo fa, si scaglia contro il maschilismo creando delle sculture di forma fallica che riempiono, dominandolo, l’ambiente che le ospita. Si scaglia contro la guerra e brucia la bandiera americana sul ponte di Brooklyn, inneggia alla libertà sessuale e le sue performance imperversano di corpi nudi coperti di pois.
Probabilmente la via della tradizione giapponese era troppo impervia per le sue lotte, ed allora tenta la strada newyorkese. E mentre un terreno certamente più fertile rende la sua lotta radicale, la Kusama, cerca nei suoi pois l’infinito. In tutti i suoi lavori, tele, sculture, ready-made, ella ricerca la smaterializzazione della sostanza che li compone attraverso la scelta di una texture. L’infinito di Yayoy Kusama si trova nella materia che si scompone, che si svela, e che si rende identica ad ogni altra.
L’infinito è negli specchi che catturano la nostra immagine, la frantumano, riflettendo la schizofrenia latente in ciascuno di noi, presentandoci a noi stessi come connubio di anime altre. Possiamo scrutarci, circondati dall’anima buona, dall’anima marcia, dall’anima inqualificabile … vestiti di luci, come dipinti divisionisti, finchè quella stessa luce non intervenga, poi, ad annullarci, ingoiando in un bagliore la nostra sagoma. Spogliati d’essenza, impariamo a penetrare l’infinito. “The gleaming lights of the Soul” è sicuramente l’opera più interessante dell’esposizione, e non lo nasconde il personale del Reina Sofia che viene a prenderti, se devii il percorso.

Yayoi Kusama - The moment of Regeneration

Racconto di un infinito che si spalanca dinanzi ai nostri occhi, dimostrando l’inconsistenza del reale: laddove la struttura è effimera, porre dei limiti è impraticabile.
Yayoi Kusama apre un varco nel reale, stilizzando la decomposizione della materia, rivelandone la caducità. L’artista ci introduce in un luogo ideale in cui il vigore della ribellione sfuma in un anelito di quiete. Un open-space, che chiama Infinito.

Roberta D’Intinosante

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