Il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo lavora ad un progetto dedicato al fotoromanzo, “Ricordami per sempre, non tornare mai più”. La sceneggiatura è di Giulio Mozzi, la fotografia di Marco Signorini.


Il fotoromanzo si radica nella cultura italiana a partire dal secondo dopoguerra, come parte integrante della poetica del neorealismo. Il fotoromanzo favoriva una maggiore divulgazione dell’informazione presso gli strati meno colti della società, capace di veicolare con la leggerezza del genere di intrattenimento, non solo storie personali ma anche contenuti e istanze di tipo sociale legati al mondo del lavoro, alla società dei consumi e al ruolo della donna.
Il radicamento del fotoromanzo nel territorio del Nord Milano è particolarmente marcato, data la presenza per oltre 30 anni della casa editrice Universo – cui si fa risalire l’invenzione stessa del genere 65 anni fa con la testata Grand Hotel – che proprio a Cinisello Balsamo aveva i teatri di posa e l’intera filiera produttiva.

La storia è quella di Lorenzo, ex operaio della Falck di Sesto San Giovanni trasferitosi al Sud, che torna in città per ritrovare una donna che ha conosciuto da ragazzo e che occasionalmente compariva nei fotoromanzi di Grand Hotel. Comincia così una lunga ricerca nel Nord Milano, tra le fabbriche dismesse e le città in mutamento.
Il fotografo incaricato dal Museo è Marco Signorini figura tra le più interessanti della scena fotografica italiana, attento da anni al rapporto tra figura umana e paesaggio contemporaneo.
La sceneggiatura è affidata a Giulio Mozzi scrittore e consulente editoriale per Einaudi, il Mozzi, il cui stile semplice e riflessivo ben si adatta all’indagine sul territorio e sulla forma stessa del fotoromanzo.

I protagonisti e le comparse saranno scelte nel territorio del Nord Milano, con un casting pubblico che si terrà il 10 e l’11 giugno al quale tutti i cittadini sono invitati. Alcuni saranno chiamati a recitare una parte; altri compariranno nei panni di loro stessi, raccontando la loro storia.

Le riprese si concentreranno nel territorio del Nord Milano.
La realizzazione di un fotoromanzo rappresenta per il Museo l’occasione per sperimentare una versione colta e ironica di questo linguaggio popolare e costituisce una sfida innovativa con cui mettere alla prova non solo gli autori e i linguaggi della fotografia e della parola, ma il rapporto con i media, il pubblico, il territorio.

Completano il progetto una mostra, che si terrà tra ottobre 2011 e marzo 2012, e un seminario internazionale sul fotoromanzo a gennaio 2012.

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