Tarquinia è la patria del mondo etrusco. Ogni casa, ogni strada, ogni ciottolo trasuda storia e cultura. La città fu anche il “buon ritiro” di Sebastian Matta che soleva prendere fiato dalla sua costante “erranza”, in compagnia dei suoi amici più cari, proprio nella cittadina laziale. Con Matta, a Tarquinia, è passata tutta la cultura italiana degli anni ’70 ed ’80. Lo stesso locale in cui l’artista aveva uno dei suoi laboratori, l’ex lavatoio, è stato trasformato nell “piccola casa dell’arte e della cultura” ed affidata alla gestione dell’associazione “La Lestra”, presieduta da Luigi Gentili, già assessore alla cultura del comune di Tarquinia.

Mario Michele Pascale interpreta Raoul La Rosa

L’ex lavatoio ospita, fino al 26 febbraio, la mostra “Anatomia dell’esistere”, curata da Mario Michele Pascale. L’esposizione mescola poesia e fotografia; ambedue frammenti di discorsi di maggore estensione, le due forme d’arte sono accomunate dalla capacità di poter sospendere il tempo ed essere simboli.
Come tali essi non “educano” o spiegano il mondo, ma lanciano un appello alla sensibilità, alla razionalità e all’interiorità dei fruitori.
La mostra vede cimentarsi il Pascale, Giorgia Gallinari e Virginia Mazzoni, tutti e tre in veste di fotografi, con la poesia di Raoul La Rosa. Il risultato finale di questo patchwork e tutt’altro che banale. Le poesie sono potenti, veri tagli di rasoio sulla nostra quotidiana esistenza; una sorta di cinico esistenzialismo in cui però non manca una speranza di redenzione, che è l’incontro con l’altro. Le immagini non sono da meno, esse prendono spunto dal testo ma non si appiattiscono su di esso, rilanciando, semmai, i concetti e la riflessione.

Senz’altro da vedere.

Anatomia dell’esistere
a cura di Mario Michele Pascale

18-26 febbraio 2012
Piccola casa dell’arte e della cultura (ex lavatorio)
Via dei granari, Tarquinia
Ingresso libero

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