Il corpo di cristo bene in evidenza, allestito in forma di pane. Un pubblico composto, in religioso silenzio. Candele accese, scene dal vecchio e nuovo testamento alle pareti. L’officiante si inginicchia davanti all’altare, vi gira intorno, indossa “l’abito” sacerdotale e recita: “Questo è il mio corpo …”.
Non è la messa, non è la cerimonia dell’eucarestia. E’ la performace “Ecce homo”, del maestro Mario Michele Pascale, che apre la mostra “Teologia per i giorni dispari”, ospitata dalla piccola casa dell’arte e della cultura di Tarquinia, sede dell’associazione “La Lestra”. Che non si tratti di una cerimonia ufficiale è chiaro all’ingresso del maestro in sala e dal suo indossare un grembiule da cucina, ben ricamato e di sicuro effetto, ma pur sempre un grembiule.

Il Maestro Mario Michele Pascale durante la performance "Ecce homo". Foto Alessandro Sacripanti.

Il corpo di cristo, dal canto suo, è ricavato in sembianza umana da più pezzi di pane “montati” ad arte. Il rito dello “spezzare” e del “dare ai discepoli” viene perseguito con vigorosi colpi d’ascia seguiti da sapienti tagli di coltello. Il pane, così sezionato, verrà poi distribuito agli astanti.

Il Maestro Mario Michele Pascale

Il Maestro ha voluto, con questa sua azione scenica, riflettere sulla trasformazione, durante il rito, della materia farinacea in corpo di cristo, rendendo evidenti sia le radici neo pagane della pratica eucaristica che il sotteso cannibalismo rituale. Per quanto in diversa foggia o materia, secondo la dottrina cattolica, durante il rito l’ostia diventa corpo di cristo. Come carne, pare dirci il maestro Pascale, essa ha bisogno di essere disgiunta, rotta, sezionata, per poi essere servita e consumata. A tale scopo egli ha utilizzato barbaramente un’accetta prima ed un coltello poi, simulando, sul pane, la messa in atto dell’energia necessaria alla preparazione alimentare della carne, che va separata dall’osso e dai tessuti troppo filacciosi.
Ecce homo, quindi, nella sua più radicale essenza.
Il Maestro Pascale ha tenuto a precisare che il suo obiettivo, non solo con la performance, ma con la totalità della mostra, è quello di rovesciare il rapporto tra il divino e l’umano. Non è la creatura ad aver bisogno di dio, ma il divino che, senza la nostra attenzione, si estinguerebbe.

MARIO MICHELE PASCALE
TEOLOGIA PER GIORNI DISPARI
Piccola casa dell’arte e della cultura – Ass. La Lestra
Via dei granari, 1 Tarquinia
24 marzo – 1 aprile 2012
Ingresso libero

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