“Crepa! * Una riflessione sull’anima” è un’opera site specific di Verena Princi, alla sua prima mostra personale a Milano.
Dov’è l’anima? Il corpo può intaccare l’anima? E i cambiamenti che il corpo subisce possono modificare l’anima stessa? Queste sono le domande che hanno sollecitato l’artista a una riflessione su dove si possa trovare l’anima della città o dei luoghi che frequentiamo abitualmente o degli oggetti che per anni ci accompagnano o, finalmente, della nostra stessa anima.

* Il titolo, forte e provocatorio, è riferito sia al sostantivo “crepa”, sia alla voce del verbo intransitivo “crepare”, e con il significato ulteriore di “incrinare” e quindi “aprire”.
Da un punto di vista religioso “crepando” si è sottoposti a una scissione tra l’anima e il corpo: il solco irregolare che corre lungo tutto il pavimento di Circoloquadro è assunto a rappresentazione di tale separazione e diviene l’elemento spaziale attorno a cui ruota tutto il progetto. Esso non è solo segno, tracciato, ma vero e proprio contenitore che accoglierà sabbia rossa, la sua anima.

La crepa di Circoloquadro però è solo il termine del viaggio percorso da Verena Princi alla scoperta del profondo: piccoli cilindri di marmo provenienti da Gorizia, sua città natale, un cuscino contenente oggetti appartenenti alla quotidianità e un peluche sottovuoto tentano di dare una risposta alla domanda iniziale.
Un allestimento rigoroso e tutto da toccare perché i visitatori possano esperire l’esperienza dell’anima.

Questa mostra è stata elaborata e si è affinata durante il workshop tenuto a Circoloquadro da Ivan Quaroni, all’interno del quale gli artisti partecipanti si sono misurati nella progettazione di una esposizione personale. Come ha spiegato Ivan Quaroni, “Il progetto di Verena Princi, presentato in varie sessioni del seminario, si è dimostrato il più interessante per diverse ragioni. Innanzitutto, Verena ha dimostrato di saper usare un metodo intuitivo che coinvolge l’esperienza personale, la riflessione individuale e la scoperta casuale. Il suo approccio al progetto è stato insieme curioso e misterioso, perché ha affrontato un argomento universale, quale la definizione del concetto di anima, partendo dall’esperienza individuale e dal vissuto quotidiano. Credo che Verena Princi sia un artista capace di usare il pensiero abduttivo come nessun altro e di indagare la realtà sotto la superficie del visibile. Il suo progetto si pone all’incrocio tra la pratica installativa, il ready made e l’arte concettuale e comportamentale. Inoltre, il suo progetto ha saputo valorizzare le caratteristiche morfologiche dello spazio, rendendolo parte integrante e fondamentale dell’opera”.

Verena Princi (Gorizia, 1978) si accosta per la prima volta alla pittura realizzando dei disegni su muro con sputo e pennarelli, raffiguranti dei fenicotteri rosa a dimensione naturale. Si diploma all’Istituto d’Arte “Max Fabiani” di Gorizia proseguendo gli studi presso l’Accademia di Belle Arti a Villa Manin e a Venezia. Si è specializza in grafica pubblicitaria e multimediale; tornata a Venezia casualmente assiste ad una lezione di Alberto Garutti, ne resta colpita e decide di frequentare il Corso di Arti Visive e dello Spettacolo della Facoltà di Design e Arti dello IUAV di Venezia. Ha esposto in mostre collettive e personali a Milano, Venezia e Gorizia.

Inaugurazione 17 aprile ore 18

Circoloquadro
via Thaon di Revel, 21 – Milano
Orari: da martedì a venerdì dalle 15 alle 19, o su appuntamento

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