Romaeuropa è arte con la mostra Digital Life 2013, fulcro tecnologico del Festival, alla sua quarta edizione con il titolo Liquid Landscapes e 27 opere in mostra dal 10 ottobre al 1 dicembre al MACRO Testaccio e al MAXXI, selezionate dal comitato artistico coordinato da Monique Veaute assieme ad Alain Fleischer e Daniele Spanò.

Installazioni multimediali, ambienti sonori, opere interattive, incontri, in un percorso in cui «denominatore comune è il paesaggio, con i suoi mutamenti ed evoluzioni, -spiegano Veaute e Spanò-, un paesaggio liquido, intangibile e multiforme, di cui si fa l’esperienza non solo attraverso la visione, ma una serie di dati elaborati digitalmente che si sommano di continuo a quelli ottenuti dall’esperienza cognitiva. Una realtà non solo aumentata, ma estesa e fluida, dove la rielaborazione delle immagini e dei suoni diviene parte integrante di un insieme complesso e ottenuto dalla stratificazione dei linguaggi e degli stati emotivi».

Partner dell’edizione 2013 è non a caso Le Fresnoy-Studio national des arts contemporains, centro di eccellenza per la produzione artistica legata al mondo del digitale, che corealizza il progetto -prodotto da Fondazione Romaeuropa in partnership con Telecom Italia e creato su impulso della Regione Lazio- con MACRO-Comune di Roma, in collaborazione con MAXXI.

Unica opera attesa al MAXXI la nuova creazione di Daniele Puppi, artista friulano attivo tra Roma e Londra, che proporrà un lavoro creato appositamente per Digital Life, un dialogo tra immagine, spazio espositivo e mezzo artistico, mentre occupano i due capannoni del MACRO Testaccio le due sezioni:

The World You Know, sulla città e i suoi mutamenti, con l’installazione interattiva L’empire di Aurelien Vernhes e Lermusiaux, che gioca sull’impatto della presenza umana sui luoghi; Mutations of matter di Carlos Franklin e Roque Rivas, rivisitazione della città di New York in musica e video; Ground di Ryoichi Kurokawa, frammentazione e distorsione digitale di immagini di territori investiti dai conflitti bellici; Ligne Verte di Laurent Mareschal, ancora sul tema del conflitto, dove il muro che separa Israele dai territori palestinesi è distrutto dall’intervento della natura; La Terre Outragé, lungometraggio dell’israeliana Michale Boganim, in cui, a Chernobyl, la natura torna a impossessarsi dello spazio strappatole dall’uomo; Monade del francese Alexander Maubert, un nuovo modo di pensare la città, tra le piccole comunità dell’America Latina; RBSC.01 di Mattia Casalegno, un bizzarro congegno autosufficiente in bilico tra impastatrice e ghigliottina; In Nubius project room 169,23 m3 di Marco Maria Scifo, osservazione e studio degli habitat, umano e animale, restituita per mezzo di proiezioni e disegni. Insolite possibilità di ‘visione’ in Falling Forward di Robin Rimbaud, o di rappresentazione dello spazio in 3MORE60 di Pietro Babina; la distruzione di un quartiere di Shanghai, osservata in un silenzio surreale dalla camera di Zhenchen Liu nel video Undercostuction e le zone di cintura esplorate da Devis Venturelli in Suburban Raphsody; una nuova apocalisse contemporanea tra le torri di Du Zhenjun in The flood, the wind, destruction;

The World You Own, il paesaggio ridisegnato dalla tecnologia, presenta Site specific di Carlo Bernardini che suggerisce, attraverso l’utilizzo della fibra ottica, la presenza di spazi virtuali sovrapposti a spazi reali; Coagulate dell’artista rumeno Mihai Grecu, distorce la visione per mezzo dell’acqua; Unità minime di sensibilità di Roberto Pugliese, rielabora in digitale i suoni catturati nell’ambiente; Tenore di Fondo, Narciso e Butterfly Effect tre opere di Donato Piccolo, in cui l’artista esamina la possibilità di controllo dei fenomeni fisici per svelarne l’effetto emozionale; Planet A di Momoko Seto, rappresenta in maniera visionaria e inquietante l’erosione di un paesaggio, restituito attraverso una originale interpretazione dalle immagini ritoccate a pastello di Paul Thorel, e la nuova creazione del collettivo Quiet Ensemble.

Il comitato artistico di Digital Life 2013 è composto da Monique Veaute, Presidente della Fondazione Romaeuropa, Fabrizio Grifasi, Direttore della Fondazione Romaeuropa, Alain Fleischer, cineasta e fotografo, Direttore di Le Fresnoy, Bartolomeo Pietromarchi, curatore e critico d’arte, e Daniele Spanò, artista e consulente artistico Fondazione Romaeuropa

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