Soile Yli-Mäyry è un’artista finlandese che da sempre ha affidato ad una sua peculiare tecnica pittorica, nel tempo perfezionata, il compito di formalizzare i suoi pensieri. Il segno-colore, che caratterizza le sue opere, si modula sulla superficie del dipinto ora in emergenze ora in graffiti, in una alternanza di colore disteso e raggrumato, ora sottile come una linea, ora espanso come una superficie. Il suo procedere sembra quasi oggettivare i vari passaggi indicati da Vasilij Kandinskij nel suo celebre “Punto, linea e superficie”. Ma l’esito di Soile non è un puro astrattismo lirico bensì un repertorio figurativo lontano da qualsiasi concetto di mimesi.

Soile Yli-Mäyry nel suo atelier
Soile Yli-Mäyry nel suo atelier

I parametri per accedere ai dipinti di Soile non vanno ricercati nella visione antropocentrica di classica memoria, ma neppure nelle elucubrazioni intellettualistiche delle forme d’arte contemporanea. Il percorso di Soile, se mai, si può accostare a quello di Joseph Beuys, artista da lei conosciuto e amato, non già nella prassi dell’arte ma nella concezione di un mondo in cui l’uomo cessi di sfruttare la natura e ne torni amico. I dipinti di Soile sono “canti” di colore e forme che giungono al cuore di tutti, come fossero intonati sul kantele, la magica arpa finnica.

Inaugurazione 6 novembre ore 18

Galleria della Tartaruga
via Sistina, 85/A – Roma
Orario: 10-13 e 16.30-19.30. Chiuso i festivi e il lunedi’ mattina

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